Archivio | marzo, 2013

Binario Mordor

27 Mar

Il dramma di prendere il treno. Non lo prendo mai, ci sarà un motivo no?
Arrivato alla stazione già fioccano le bestemmie, sono in anticipo. Coda alla biglietteria, codissima a quella automatica. Gia lì volevo portare giustizia sommaria con una katana di Hartori Hanzo. Non ho la katana e lascio perdere. Ma solo per questa volta. Manca troppo alla partenza. Prendo un caffè giusto per mantenere alto il livello di attenzione. Il barista, che evidentemente è uno che ha studiato moltissimo le norme igieniche della FIPE, cambia sbarazzino il sacco della spazzatura pigiandola a mano e non si lava prima di servirmi la tazzina. Che golosità. Che bestemmie. Glielo faccio notare e addirittura si infastidisce.
Cerco un vagone, il primo ovviamente, sono pigro. So già che all’arrivo sarò lontanissimo da tutto.
Fa caldo. Ma tipo 50 gradi. Che cazzo hanno in testa questi? Chi sta bene a 50 gradi? Bestemmie.
“Dlin Dlon, il treno per problemi tecnici partirà con almeno 10 minuti di ritardo, dlin dlon”
…e non sono nemmeno partito.

Z.

Video

Bevo per dimenticare. Cosa? Non me lo ricordo.

27 Mar

Quando ti svegli con in testa una tempesta di sabbia, come è successo a me stamattina, e l’unica cosa che ti prospetta la giornata è di prendere un treno, non puoi non apostrofare l’onnipotente con tutto il vocabolario conosciuto.

Z.

Sole, cuore e amore

27 Mar

Ieri ero in ferie.

Non dal lavoro, per intenderci! Lavoro in un’agenzia che non conosce riposo, festività, ponti, la propria mamma nè tantomeno il concetto di “non rompere i coglioni” quindi si vive sereni proprio.

Ero in ferie dalla mia nuova vita da blogger! Che fatica oh. Ci ho provato con tumblr, ma non ci sono proprio riuscito e quindi son venuto dalla concorrenza nella speranza di riuscire a tener botta. E per la madonna ce la farò.

Il problema non è cosa dire perchè comunque sono una discreta fucina di stronzate, potrei andare avanti ore senza fermarmi nella speranza di essere fermato (no violenza, grazie) perché poi si fa una certa e ci si stanca e si deve andare a bere perché l’alcool concilia il sonno e concilia altro alcool quindi i classici 2 piccioni con un long island (anche due). Il problema è odiare. Sia chiaro, io odio sempre, ma sempre eh! Sono un fedelissimo e credo in un unico dio: tua madre. Ma per quanto poco possa influire la presenza di tua madre nella mia vita (tranne che nei momenti di solitudine) io mi ostino ad odiarla, perchè odiare te sarebbe troppo facile e poco divertente.

Ma torniamo a noi: io odio e lo faccio con coscienza e dedizione investendo nell’odio buona parte delle mie energie, ma è faticoso. Odiare in silenzio è un conto, doverne parlare è psicologicamente snervante..perchè ti svegli la mattina con la consapevolezza che dal giorno prima non è cambiato un emerito cazzo e che gli stupidi anche oggi troveranno il modo di farti girare le palle, però pensi che è mattina e che devi ancora appoggiare il piede a terra quindi opti per il “dimenticare” (fino al post-caffè). Poi arrivi in ufficio e apri il blog e pensi “cazzo, è vero, sono di nuovo circondato da stupidi, anche oggi!” e sei combattuto, non sai se parlarne per sfogarti, non sai se parlandone te la tiri da solo e quindi dopo non puoi nemmeno prendertela con nessuno perchè sei stato oggettivamente pirla a chiamartela.

Succo del discorso: un cazzo di niente e leggendo lo si capisce bene.

  • Odio, incondizionatamente
  • Odio, anche nei giorni feriali
  • Odio, 24/7
  • Odio, e ho appena perso mezz’ora di lavoro che dovrò recuperare a pranzo.

Quanto impegnativo è odiare?! Poi dicono che uno bestemmia.

S.

Devo smetterla.

26 Mar

Mi sono svegliato poco fa. Sì, so che ora è, vergognoso. Ma non avevo da fare stamattina. Accendo il Mac, leggo un articolo, lo pubblico su Facebook. Errore. Tremendo errore. Suscito lo sdegno dei grillini che copiosi iniziano a commentare. Un orrore. A parte l’abbondanza di K usate, la cosa che mi ha più colpito è la loro più totale estraneità alla democrazia. Dopo un paio di commenti, anche da parte mia, sono arrivato all’unica soluzione: devo smetterla di parlare con questi individui ed è durissima.
Prenderli a sberle, anche se la tentazione è forte, è un po’ troppo. In più credo sia perseguibile per legge. Non posso far altro che parlarci. A vuoto ovviamente. Sforzarsi di capire non è tra le loro priorità. Ripetono frasi del loro brillante comico-leader senza nemmeno farsi un’idea propria. Niente vie di mezzo. O sei con loro o sei una merda.
L’unica speranza è che se ne vadano come sono arrivati.
Se la democrazia è dal basso può entrare in un solo posto.

Z.

Se una cosa vale farla, vale farla bene.

25 Mar

Immagine

Questo diceva Hunter Stockton Thompson in “Paura e delirio a Las Vegas”. Maestro. Perché impegnarsi solo quando si deve essere produttivi? Quale assurdo motivo porta a disprezzare l’Ozio (con la O maiuscola)? È forse meno importante di qualche noiosa e inutile attività produttiva? Non penso proprio. Non viene preso il considerazione perché è semplicemente è una di quelle cose che impari da solo.

Fin da piccolo ti insegnano, o almeno tentano nei casi più riusciti, come fare le cose nel migliore dei modi (il migliore secondo chi ti impartisce la lezione) ma nessuno ti insegna a non fare un cazzo e a farlo bene. Ci vuole una riforma dell’educazione. È una virtù. Ci sono delle regole. Non puoi non fare un cazzo e farlo male. È la peggiore cosa tu possa fare.

Quindi oggi, come primo spunto, in questo lunedì tipicamente siberiano, riempitevi di impegni (cose importanti mi raccomando), imponetevi scadenze, promettetevi di andare in posta a far la fila in mezzo ai vecchietti che sono li da venerdì in modo di essere i primi, etc e poi restate a casa sul divano, fermi.

Se non voglio fare un cazzo lo voglio fare quando so che dovei far qualcosa, qualcosa di importante.Troppo facile rilassarsi in ferie.

Z.

Buon lunedì

25 Mar

Vi basti sapere che ho uno strato di ghiaccio su tutta la macchina.

Visto che è lunedì mi sento così magnanimo da voler lasciare che la vostra immaginazione esplori i luoghi più remoti del vostro inconscio e che tiriate fuori una combo di cattiverie-bestemmie-imprecazioni che descriva una situazione come questa, che la descriva bene. Il tutto da fare entro stasera (va bene magnanimo, immaginazione e blabla ma a tutto c’è un limite) e non vale copiare.

Per la cronaca: la macchina non mi serviva stamattina, quindi non mi ha provocato grossi disagi..tanto vado a lavorare a piedi, sono 2 gradi e piove ghiaccio..quindi il problema non sussiste.

P.S. Sono l’unico stronzo che è venuto in ufficio stamattina quindi il problema continua a non sussistere.

S.

“Marzo pazzerello”

24 Mar

Se scopro chi è che va a dire queste stronzate in giro, giuro che gli tiro un malrovescio con rincorsa.

É il 24 marzo (e volendo già solo questo potrebbe portarmi ad essere contrariato con il mondo), fino a ieri c’erano sole e temperatura quasi mite quindi una pacchia. Poi BOOM, ti svegli e scopri che in realtà stavi solo sognando, che hai dormito per 3 mesi abbondanti e che siamo solo a metà dicembre, quindi vento gelido accompagnato da piogga/nevischio e temperatura che invoca la bestemmia almeno una volta ogni 10 minuti.

Ma, allora? Va bene che la bestemmia non ha giorni festivi e che quindi il fatto che oggi sia domenica non vuol dire un cazzo di niente e quindi rutto libero e porcone dichiarato (più e più volte, per sicurezza), che bisogna santificare le feste (ma tutte le feste eh, infatti ieri vi avevo promesso che non avrei bevuto..ho mentito.) il papà, la mamma (di tutti) e soprattutto la tavola, ma sinceramente dopo una settimana di mmerda (double m, rafforzativo) chiuso in un ufficio mi sarei anche accontentato di fare una passeggiata al sole nel tentativo di pensare al lato buono delle persone e quindi, per una volta, non odiare proprio tutti tutti.

E invece no, continuano a rimanermi tutti in punta di cazzo, anche oggi, soprattutto quel pirla che ha perso neuroni-tempo-dignità nel pensare alle frasi da attribuire ai vari mesi dell’anno. E domani si ricomincia a lavorare.

E per protesta oggi non bevo. Di nuovo.

S.