Archivio | aprile, 2013

Non ci riguarda

26 Apr

Sto continuando a leggere della mossa terroristica (non si può chiamare diversamente) dei cosiddetti “animalisti” che si sono introdotti all’università di Milano qualche giorno fa e mi sono imbattuto in un’intervista ad un “attivista” dalla faccia contrita.

-Avete qualche idea su ricerche alternative? Ne esistono?
-No, non lo so. Non ci riguarda. Noi non parliamo del punto di vista scientifico, anche perché nessuno di noi è laureato in materie scientifiche

Clap, clap, clap, clap.
L’unico mio rammarico è che queste persone godono della copertura sanitaria e hanno diritto di voto.
Darwin aiutaci tu.

Z.

Coerenza e vivisezione.

23 Apr
ImmagineNon bastava la settimana politica appena trascorsa sulla quale stendiamo un velo pietoso. Non bastava svegliarsi e scoprire che non c’era più caffè. No, evidentemente non era abbastanza. Ci si sono messi pure gli animalisti a farmi girare le balle.
Ah.. gli animalisti, gente di una coerenza più unica che rara.
Lo so, non si deve generalizzare. Infatti non lo faccio. Alla soglia (anche qualcosa in più) dei 30 anni, alcune convivenze universitarie alle spalle e numerosi amici vegetariani (o presunti tali) non generalizzo. Questa è statistica.
Coerenza zero. Mai che abbia trovato qualcuno che praticasse quello che predicava. Mai una volta che la coerenza in queste persone (vegetariani-vegani) la faccia da padrone.
C’è il vegetariano alla moda, quello che ha visto un filmato su un macello di bovini, e ora non mangia più carne. Il pesce sì invece perché “è buono” o “perché i pesci non hanno un cervello”. Lo stesso vegetariano alla moda è quello (di solito di sesso femminile) che ha un chilo di fondotinta, le unghie sempre smaltate e la tinta ai capelli che viene rinnovata ogni due settimane. Cosa sono gli animali morti se in cambio ti danno la tinta per i capelli? (semicit.)
C’è il vegetariano animalista, quello contro la sperimentazione animale dei farmaci. Lo stesso che però al minimo mal di testa fa indigestione di Oki, Aspirina e quando serve anche un Tachidol per andare sul sicuro. Quello che non veste nemmeno di lana (come se tosare una pecora sia lesivo nei suoi confronti) ma dorme beato sotto il piumino d’oca.
C’è addirittura chi ha il coraggio di essere vegetariano ed iscriversi a facoltà come biologia e farmacia e poi rifiutarsi con autocertificazione di utilizzare animali in laboratorio. Ma fare scienze della formazione no? Se ti sta sul culo la chiesa mica vai in seminario. Non ci vuole una mente superiore per capirlo vero?
Niente. Parole al vento. Nessuno (forse uno dai) di quelli che ho conosciuto, nonostante si proclamino professoroni in difesa di tutte le specie animali, si è mai preso la briga di leggersi un libro su com’è regolamentata la sperimentazione animale in Italia, come funziona e a cosa serve. Restano con le loro ottuse idee e la loro verità. Verità che sono pronti a spiattellarti in faccia alla prima discussione, scusate, al primo monologo, già che il concetto di dialogo e confronto di idee non gli appartiene.
Il colpo di genio l’hanno avuto a Milano qualche giorno fa. Un gruppo di antivivisezionisti è entrato nel dipartimento di farmacologia dell’università per liberare topi e un coniglio. Questi mentecatti non hanno minimamente idea di cosa hanno fatto. Hanno rovinato il lavoro di anni di ricerche su malattie rare, malattie per le quali ancora non c’è una cura come l’autismo. Liberando gli animali costringeranno l’università a iniziare da zero o quasi la ricerca con altri animali, animali che hanno un costo. Ma tanto l’Italia investe ferocemente sulla ricerca vero? I soldi si trovano vero?
Forse esagero e forse sono preso dallo “stream of consciousness” ma non capisco proprio perché questa gente debba avere il diritto di utilizzare farmaci testati sugli animali (tutti quindi) in caso di necessità. Non vuoi la sperimentazione animale? Non ti curi.
It’s Darwin babe..
Z.

La Kuan della LAV Persevera nell’Errore

22 Apr

In Difesa della Sperimentazione Animale

Errare è umano, ma perseverare è diabolico: così recita un vecchio adagio che però non sembra essere stato seguito dalla Dr.ssa Kuan della LAV. Pochi giorni fa la Dott.ssa Kuan aveva apostrofato il Senatore Giovanardi in malo modo, accusandolo di diffondere “affermazioni false ed infondate”, perché aveva osato affermare che il disastro della talidomide si sarebbe potuto evitare con la sperimentazione animale (peccato mortale, evidentemente, secondo la dott.ssa Kuan). La Dott.ssa aveva anche affermato che:

Tali frasi sono assolutamente prive di fondamento ed è paradossale come un esponente politico rilasci citazioni così palesemente soggettive e tendenziose.

Secca notare che nel comunicato della Dott.ssa Kuan non era presente nemmeno un riferimento bibliografico, cosa che invece ci si aspetterebbe da una persona con una laurea in materie scientifiche. Come dicevamo, errare è umano, e l’errore è stato prontamente corretto dal prof. Silvio Garattini, in un referenziatissimo comunicato stampa che abbiamo già…

View original post 1.746 altre parole

Assenteismo ingiustificato

22 Apr

Se può consolare però, durante la mia assenza, non ho mai smesso di odiare. Giuro!

Ammetto che son stato devoto al cazzeggio alcolizzato senza curarmi di questo blog, però avevo delle ottime motivazioni. Mi sono preso del tempo per pensare a qualcosa di veramente profondo da condividere con voi, sapendo che iniziando a leggere questo blog,voi,siete partiti con il presupposto che di profondo non ci sarà mai un cazzo di niente da leggere qui. E questa cosa mi piace, perchè mi fa pensare che i miei lettori non sono stupidi, forse (spero).

Tornando all’alcol, diciamo che il circolo vizioso non è mai finito per quanto io mi sia imposto di fare il bimbo grande. Tant’è vero che al momento sto bevendo del vino e penso al fatto che siamo solo ad inizio settimana. Ma non lo faccio di proposito eh, lo faccio con passione! Perchè l’alcol non è una cosa per tutti, anzi, oserei dire che non è proprio una cosa per molti. Bisogna saperlo apprezzare, saperselo godere e soprattutto non saperlo dosare (mi raccomando, importantissimo l’ultimo punto).

Basta parlare di alcol però, non voglio passare per il Bukowski della situazione, quindi vi parlerò di altro. E qui crolla tutto, perchè non so di cosa parlarvi!

Scherzo ovviamente, nonostante gli innumerevoli hangover, svariate ore di lavoro e altrettante ore di sonno bruciate rimango sempre una discretissima fucina di stronzate.

Figa la primavera eh? Temperature miti, sole, giornate più lunghe, si esce di più, l’ormone impazzisce e la donna diventa un prototipo di cagna circondata da un alone di incredulità imbarazzantemente grande ad ogni sguardo, fischio, apprezzamento o sberletta col cazzo che le vengono propinati. Vergogna. False. Ma ci piacete così, quindi continuate! Ho la fortuna di abitare in una posizione abbastanza tattica e affollata di questa cittadina, quindi all’arrivo della primavera inizio ad innamorarmi almeno 3-4 volte al giorno e soddisfare la mia libidine almeno il triplo delle volte in cui mi innamoro ed è sempre bellissimo. Un periodo in cui le donne si fanno chiunque e solo per divertimento, continuando a giustificarsi con un “beh, mi diverto, tanto gli uomini sono tutti stronzi” e non fanno mai caso alle innumerevoli “soddisfazioni” che dedichiamo ad ognuna di loro in continuazione. Ingrate e scortesi!

Ma la cosa più importante, anche più importante dell’amore platonico, è che oggi è lunedì.

Oggi è lunedì e devo ancora andare in ufficio quindi non ho ancora realizzato effettivamente che siamo solo ad inizio settimana. Sarà traumatico? Neanche troppo più del solito mi sà.

Vi lascio con un episodio avvenuto quest’ultimo weekend che mi ha divertito particolarmente:

birretta, esterno di un bar, rivedo un amico particolarmente scassone (che chiamerò “A” per comodità), che non vedevo da tempo, con un bicchiere contenente liquidi trasparenti all’interno:

S: “Oh grande! Ma che stai bevendo??”

A: “Hey ciao! Beh, acqua. Frizzante.”

S: (totalmente spiazzato) “Ma che caz..sul serio?!”

A: “Eh si eh, non mi vedi? Son sobrio, bevo acqua..ormai sono diventato una persona rispettabile!”

S: (fottutamente spiazzato) “Ma vaaaaa! Grande! Sei diventato serio quindi? Grande!”

passano alcuni minuti..

A: “Comunque non è vero, sto bevendo vodka tonic. Però è buono!”

S.

More fun for me.

16 Apr

 

George, mi manchi.

Z.

Se, se e se.

15 Apr

È lunedì e sono le “troppo presto”. Un’ora meravigliosa per girarsi dall’altro lato se:
– se solo non mi fosse venuto in mente quel bollettino postale importantissimo che scade oggi che avevo completamente rimosso;
-se non dovessi prima passare in banca;
-se la mia banca, questo per un concetto di praticità tutto mio, non fosse a 100km dalla mia attuale residenza.
Schiaffo morale. Anche fisico, me lo merito.
Non mi resta che dormire altre 2 ore scarse per poi mettermi in auto.
Vi Mi prometto che un giorno avrò una vita più organizzata. Magari da morto.

Z.

Che cazzo applaudi? Il proiettore?

10 Apr

Partiamo da due fatti molto importanti: non sono un patito di calcio e odio la gente stupida.
Odio la gente che urla verso uno schermo. Odio chi, nei locali dove trasmettono la partita, si insulta a vicenda. Li odio quando applaudono a fine partita. che cazzo applaudi? Il proiettore? Li odio perché il più delle volte sono dei gretti ignoranti che a malapena sanno coniugare un verbo che non sia un indicativo (e nemmeno tutto). Sono talmente poverini che riescono a prendersi a mazzate per gente ignorante tanto quanto loro (veramente poche le eccezioni) che però in mezza giornata guadagna più di loro in 50 anni di lavoro.
Li odio perché non parlano d’altro ogni fottuto giorno della settimana per poi ignorare per esempio chi è il presidente del consiglio.
Li odio perché quando si pestano tra di loro (vedi la dimostrazione di fair play prima del derby di lunedì) non si ammazzano ma restano solo feriti e poi pretendono anche le cure. Questo mi dà veramente fastidio visto che l’assistenza sanitaria c’è l’hanno anche grazie alle tasse che io ho sempre pagato. Li odio perché in testa hanno la merda. Non c’è altra descrizione possibile per chi va allo stadio con picconi e spranghe per poi accanirsi su un’ambulanza. Povere piccole patetiche teste di cazzo. La prossima volta che vi serve un’ambulanza vorrei vedere la vostra faccia quando il centralino vi dirà che non è disponibile perché l’avete distrutta per una cazzo di partita di calcio. Non cambierebbe nulla perché probabilmente non ci arrivereste.

Z.