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L’oerrore della vivisezione

29 Ago

Riporto un meraviglioso post comparso sul Tumbrl di Kon-Igi che merita di essere condiviso:

Un avvertimento prima di tutto: il titolo sarà l’unico caso in cui vedrete utilizzare quel termine desueto e fuorviante (dal sapore di marketing animalista) che dovrebbe indicare la sperimentazione animale.
Eviterò accuratamente l’argomento ‘evoluzione’ per giustificare o condannare la pratica della sperimentazione di prodotti farmaceutici, alimentari o cosmetici sugli animali, perché il nocciolo della questione è a mio avviso un’altro.
Siete consapevoli che ogni secondo che passate fuori dalla vostra Capsula Criogenico-Eremitica di Lentempo voi mangiate, vi lavate, indossate, vi iniettate, ingurgitate un qualcosa che è frutto della sofferenza e dell’abuso su un altro essere vivente?
Ha senso che voi sbandieriate la vostra rabbia animalista quando, poi, non vi fate mancare il Vix Sinex e l’Augmentin per il raffreddore, la Nivea per le mani screpolate, il burro di montagna o un biologicissimo maglione di lana grezza puzzolente?
Il più banale dei farmaci ha passato delle sperimentazioni prima animali, poi umane che nemmeno vi immaginate: Il Tachifludec è stato dato a migliaia di topi, ratti, conigli, gatti, cani e scimmie per individuare la dose terapeutica e la dose letale, dopo che è stato indotto loro uno stato infiammatorio e febbrile iniettando sotto pelle sostanze caustiche e pirogene.
La vostra crema idratante è stata spalmata a forza dentro occhi e bocca di animali immobilizzati per vedere la reazione delle mucose e mi scompiscio dal ridere a leggere l’etichetta PRODOTTO NON TESTATO SU ANIMALI; non devo essere stato il solo a ridere (forse anche qualche avvocato) ed infatti adesso l’etichetta recita PRODOTTO FINALE NON TESTATO SU ANIMALI.
Il burro di montagna, il latte biologico, lo yogurt equo e solidale…chissà quel latte da chi è stato spremuto e a chi era destinato?
Ora, prima che a qualcuno salti in mente che la mucca faccia il latte a comando per tutta la vita, ricordo che la lattazione è legata ad un fenomeno chiamato parto e se voi bevete il latte, questo è negato ad un vitello…ma tanto poi lo mangiate ai ferri e quindi dov’è il problema?
I vostri indumenti, poi…la pelle delle vostre borse, il cuoio delle vostre cinture, la lana dei vostri maglioni e le piume dei vostri copriletto (dovreste sentire le urla di gioia delle pecore tosate e delle oche spennate vive), ma anche la mescola della gomma delle vostre scarpe , il pigmento per la colorazione di jeans e pantaloni…tutte testate su animali alla meno peggio o addirittura prodotti in stabilimenti che distruggono la fauna ed avvelenano l’ambiente.

Questo significa che la sofferenza di altri esseri viventi non ci deve interessare?
No.
Significa, allora, che dobbiamo rigettare tutta la tecnologia medica e tutti i progressi che sono stati raggiunti in campo cosmetico, tessile, urbano e tecnologico.
Accomodatevi.
Caricate la vostra Capsula Criogenico-Eremitica di Lentempo e seppellitevici dentro poiché di fatto è impossibile non usufruire di servizi e prodotti costati la sofferenza di altri esseri viventi, che siano animali in laboratorio o bambini cinesi che si pagano i libri scolastici impacchettando i vostri smartphone.
Sono sereno nel dirvi questo?
Manco per il cazzo.
Io confido in quel germe di sensibilità non mediatica e non superficiale che sembra a stento farsi largo tra alcune persone, una sensibilità che però non deve fare a pugni con l’innegabile necessità che abbiamo di farmaci e cibo per curare e sfamare non solo cittadini abbienti ma soprattutto milioni di persone sull’orlo dello sterminio sociale.
E poi, per concludere, vi dirò che sarò sempre in prima linea nel massacrare moralmente quegli animalistucoli da combattimento che, incapaci di interagire con il mondo, si fanno paladini di diritti che loro stessi calpestano, profumati, griffati e pompati di antibiotici, mentre scrivono emoticon maiuscoli di rabbia sui loro smartphone nuovi di pacca.

Z.

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