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V per Vodka Tonic

23 Giu

Qualcuno sa dirmi se S è ancora vivo? L’ho sentito l’ultima volta stamattina alle 11. Diceva cose tipo “ti voglio bene”, “ti amo”, “sto bevendo vodka tonic e qualche bicchiere di vino da ieri sera..”. Se avete notizie contattatemi. Sono preoccupato.. Gli ho proposto di bere delle birre ma non mi risponde..

Z.

Per quanto io mi sforzi

1 Mag

Non sono proprio in grado di parlare di ció che di importante succede nel mondo o direttamente in “casa nostra” e non perchè io non me ne interessi, perchè la curiosità di base c’è e mi spinge ad informarmi e a farmi comunque un opinione su quello che succede (che poi ogni opinione sia seguita da un gran bel ‘sticazzi‘ è un’altra storia della quale parleremo nella prossima puntata), ma bensí perchè lo trovo, impopolarmente forse, controproducente. Prima di tutto per me stesso e per la mia ulcera in fase di sviluppo, poi perchè in realtà a nessuno interessa veramente quello che pensi o quello che vuoi dire. O no? Non dico che sia universalmente in ogni caso cosí, altrimenti sarei stato un ipocrita ad aprire un blog e sarei ancora piú ipocrita a scrivere questo post, in questo momento. Dico solo che le persone sono piú interessate, secondo me, a ció che il prossimo ha da dire in merito a se stesso di piú o meno intimo. O NO?!
Con questo, come al solito, non voglio arrivare da nessuna parte. Ma resta comunque il fatto che mi ci gioco la vita (non di Andreotti, ormai non è piú una sicurezza) che in realtà alla gente interessano di piú i cazzi del prossimo diretto rispetto al destino dell’umità (vedi “Italiano medio”).

P.S. Mi piace essere inconcludente.
S.

Coerenza e vivisezione.

23 Apr
ImmagineNon bastava la settimana politica appena trascorsa sulla quale stendiamo un velo pietoso. Non bastava svegliarsi e scoprire che non c’era più caffè. No, evidentemente non era abbastanza. Ci si sono messi pure gli animalisti a farmi girare le balle.
Ah.. gli animalisti, gente di una coerenza più unica che rara.
Lo so, non si deve generalizzare. Infatti non lo faccio. Alla soglia (anche qualcosa in più) dei 30 anni, alcune convivenze universitarie alle spalle e numerosi amici vegetariani (o presunti tali) non generalizzo. Questa è statistica.
Coerenza zero. Mai che abbia trovato qualcuno che praticasse quello che predicava. Mai una volta che la coerenza in queste persone (vegetariani-vegani) la faccia da padrone.
C’è il vegetariano alla moda, quello che ha visto un filmato su un macello di bovini, e ora non mangia più carne. Il pesce sì invece perché “è buono” o “perché i pesci non hanno un cervello”. Lo stesso vegetariano alla moda è quello (di solito di sesso femminile) che ha un chilo di fondotinta, le unghie sempre smaltate e la tinta ai capelli che viene rinnovata ogni due settimane. Cosa sono gli animali morti se in cambio ti danno la tinta per i capelli? (semicit.)
C’è il vegetariano animalista, quello contro la sperimentazione animale dei farmaci. Lo stesso che però al minimo mal di testa fa indigestione di Oki, Aspirina e quando serve anche un Tachidol per andare sul sicuro. Quello che non veste nemmeno di lana (come se tosare una pecora sia lesivo nei suoi confronti) ma dorme beato sotto il piumino d’oca.
C’è addirittura chi ha il coraggio di essere vegetariano ed iscriversi a facoltà come biologia e farmacia e poi rifiutarsi con autocertificazione di utilizzare animali in laboratorio. Ma fare scienze della formazione no? Se ti sta sul culo la chiesa mica vai in seminario. Non ci vuole una mente superiore per capirlo vero?
Niente. Parole al vento. Nessuno (forse uno dai) di quelli che ho conosciuto, nonostante si proclamino professoroni in difesa di tutte le specie animali, si è mai preso la briga di leggersi un libro su com’è regolamentata la sperimentazione animale in Italia, come funziona e a cosa serve. Restano con le loro ottuse idee e la loro verità. Verità che sono pronti a spiattellarti in faccia alla prima discussione, scusate, al primo monologo, già che il concetto di dialogo e confronto di idee non gli appartiene.
Il colpo di genio l’hanno avuto a Milano qualche giorno fa. Un gruppo di antivivisezionisti è entrato nel dipartimento di farmacologia dell’università per liberare topi e un coniglio. Questi mentecatti non hanno minimamente idea di cosa hanno fatto. Hanno rovinato il lavoro di anni di ricerche su malattie rare, malattie per le quali ancora non c’è una cura come l’autismo. Liberando gli animali costringeranno l’università a iniziare da zero o quasi la ricerca con altri animali, animali che hanno un costo. Ma tanto l’Italia investe ferocemente sulla ricerca vero? I soldi si trovano vero?
Forse esagero e forse sono preso dallo “stream of consciousness” ma non capisco proprio perché questa gente debba avere il diritto di utilizzare farmaci testati sugli animali (tutti quindi) in caso di necessità. Non vuoi la sperimentazione animale? Non ti curi.
It’s Darwin babe..
Z.