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Mind the gap and jump into it

19 Gen

E parliamo di diversi tipi di “gap” eh, io mi sento di saltare in quello spazio-temporale in questo post per esempio, ma se voi volete saltare nel gap tra la banchina e il treno fatelo eh, è divertentissimo. Lo giuro!

In questi mesi ho peccato di assenteismo e potrei tranquillamente dirvi che “Lamadonnalaida, ho da fare io, mica stronzate!” (anche perché è vero) ma no, facciamo che sono stronzo e che non ho giustificazioni così, facendo finta di sentirmi in colpa, me ne sto buonino in castigo senza dover dare spiegazioni a nessuno.

Come vi aveva accennato il mio collega, 3 mesi e mezzo fa ho preso un aereo e mi sono levato dalle palle. Biglietto di sola andata per Londra, Danimarca. Bomba regaz! Tralascio gli episodi allucinanti, che sono stati svariati e veramente malati, però dai: ho trovato lavoro il secondo giorno, mi piace un sacco, sono quasi pappone, ormai inglese madrelingua e padre ignoto però mi gira troppo il cazzo che il long island costi una cosa come 12 euro. Ma tipo troppo. Quella gran zoccola della regina me la pagherà cara.

Ma torniamo a noi, come al solito avrei mille cose da dire ma non ho alba di come si faccia a metterle in ordine, quindi non ho un cazzo da dirvi. Ma prendete questo post come un segnale: torno a bloggare duro come ai vecchi tempi, riempendo la vostra testa di strozzate e no-sense e la mia bocca di qualsiasi tipo di bevanda alcolica attualmente in commercio.

Peace, S.

Clienti di merda

20 Dic

Fortunatamente ho un lavoro. Sfortunatamente, almeno talvolta, è fare il barman.
Vedo un proliferare di gruppi su Facebook e hashtag su Twitter a riguardo ma tutti partono da un presupposto errato: il cliente di un bar è paragonabile a qualsiasi altro cliente. Niente di più sbagliato. Il cliente del bar è il peggiore della categoria. Non c’è supermercato che tenga. Non c’e negozio o attività che non sia un bar che debba sopportare quello che deve sopportare un barista.
Tutto questo perché il cliente del bar crede che, automaticamente, appena varcata la soglia, il barman sia suo amico.
STOCAZZO! Toglietevelo dalla testa.
Non siamo vostri amici (salvo pochissime eccezioni, ma non illudetevi, si contano sulle dita dei piedi di Pistorius).
Smettetela di raccontarci la vostra vita. Non ce ne frega una sega.
Provate a raccontare delle vostre scappatelle con la biondina di turno di almeno 20 anni più giovane (ci credo eh.. Ah se ci credo..) alla commessa della coop, vediamo cosa e se vi risponde. Provate a presentarvi prima di chiamarci per nome. Se lo sapete già non me è frega un cazzo. Presentatevi. Un po’ d’educazione porco cazzo. Provate poi a fare domande meno stupide. Se tu entri mezz’ora dopo la chiusura e le sedie sono tutte sui tavoli e io sto passando per terra evita di sottolineare che sei un deficiente, evita domande come “ma stai chiudendo?”. “No, le sedie sui tavoli sono qui perché siamo una succursale della biennale.”
Facciamo una prova? Entro nel tuo squallido ufficio dove stipuli polizze/truffa alle 16.59. Vediamo se riesco a tenerti lì almeno mezz’ora dopo il tuo orario di lavoro. Scommettiamo?
Dai cazzo.

Z.